Cartolina Montelibretti

Montelibretti, origine ed etimologia

Comune della Provincia di Roma, 232 Mt s.l.m. ( Montelibrettesi), con territorio in bassa collina, e in pianura; è tagliato dalla Via Salaria. Eccellente il clima. Fertile la terra. Produce ogni specie di frutta: ciliegie, e pesche in quantità rilevantissima e di qualità superiore, da competere vantaggiosamente su tutti i mercati. Molto prospera è la cultura dell’ulivo (I° OLIO D.O.P. della Sabina Romana in Italia) La posizione è bella. Adagiato su varie e dolci colline, circondate da più alti colli e monti, domina a mezzogiorno molta parte della campagna romana, restando aperto a ponente. Dista circa 45 Km da Roma, che è il più florido mercato, e il più forte centro di assorbimento di mano d’opera. 

Centro agrario della Sabina adagiato su un lungo sprone collinare proteso verso il fondovalle pianeggiante del Tevere alla sinistra del fosso di Carolano. Consta di una parte medievale, cinta in parte di mura, con torri,, e di una parte nuova periferica, sparsa ai lati della strada di raccordo alla via Salaria.

Il territorio comunale comprende una parte del centro di Passo Corese (diviso con il comune di Fara Sabina) posto alla sinistra del Tevere nel punto in cui la salaria lascia il fondovalle addentrandosi nelle colline sabine.

Confina a Nord con il territorio dei comuni di Montopoli in Sabina e Fara Sabina e Nerola, ad est con Montorio Romano e Nerola, a sud con Monterotondo, Palombara Sabina e Moricone, ad ovest con Capena e Fiano Romano.

Il nome Montelibretti desta curiosità e la sua etimologia è stata sempre un bel rompicapo per tanti storici. L’ipotesi più certa e documentata è che esso derivi da “Mons Bricti”, perché infatti, nel 1825, fra le rovine di una grandiosa villa romana della famiglia imperiale degli Antonini, è stato rinvenuto un pezzo di conduttura con la scritta “C BRVtti Praesentis”. Questi era il padre di Brizia Augusta Agrippina, moglie dell’Imperatore Comodo. Una lapide di Gneus Lentulus Gentulicus fa mensione di una “Villa Bruttina in Sabinis Suis” Da Nomentum (Mentana) partiva una strada detta “Via Britta”, che terminava in località vocabolo “TRE PONTI”  sotto la così detta “Muraccia”, proprio dove zampilla l’acqua sulfurea, a pochi passi dalla fonte dell’acqua ferruginosa, ambedue in stato di totale abbandono e nascoste da abbondanti cespugli spinosi. La via Salaria e la via Nomentana attraversano tutto il territorio per poi ricongiungersi e confondersi in prossimità dell’attuale centro abitato. Deve la sua importanza per l’ubicazione in prossimità di un sistema viario strategico tra Adriatico, Tirreno e per tutto il centro Italia.

Torri e castelli del nostro paese

Il fenomeno dell’incastellamento si ebbe a Montelibretti, come nel resto della Sabina, a partire dal VII° sec al X° sec. Sotto la spinta delle scorrerie dei longobardi, prima, e poi di quelle ben più cruente e distruttive dei saraceni.

Le popolazioni abbandonarono i vecchi centri urbani ubicati nelle fertili pianure per costruire nuovi insediamenti meglio difendibili sulle cime di colline e impervie alture. Nella quasi totalità i centri della Sabina vennero fondati intorno al X°- XI° secolo.

Il castello sorse su di un antico castrum detto dapprima Mons Brictorum o de Brictis. I primi signori proprietari, di cui si ha notizia, furono nel XII° sec. La famiglia longobarda dei conti Margani e Boccamazzi, per giungere nel XIV° sec. agli Orsini che unendolo nel XVI° sec. ad altri feudi confinanti formarono un vero stato, lo stato di Montelibretti. Nel 1644 gli Orsini cedettero tutti i feudi della zona a Taddeo Barberini che ne adattò il castello alle nuove esigenze residenziali ergendovi un palazzo baronale. Nel 1811 passò ai Colonna Sciarra. Dette proprietà furono espropriate in danno del principe Maffeo Barberini Colonna Sciarra in favore della Banca d’Italia nel settembre del 1900. Rivendute nel 1905 al senatore G. Bombrini, che, a sua volta, li rivendette al duca Pietro Lante della Rovere nel 1909. Oggi il castello ci appare con una struttura molto compatta, 2 torri perimetrali sono intercluse nei muri edificati nel XVII° sec., rendendolo più vivibile.

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S. ANTONIO ABATE: presso l’osteria detta di Passo Corese esisteva una chiesa con campana costruita dai Barberini. Non esiste più.

S. ANTIMO: il card. Francesco Orsini costruì una chiesa, ancora esistente, in sostituzione della antica Basilica, distrutta, presso la località detta Montemaggiore

CHIESA DELLA MADONNA DEL CARMINE:

La prima cappella dedicata alla Madonna del Carmine, risale intorno alla seconda metà del 1700, l’aumentare della popolazione richiese un ampliamento della stessa per poter soddisfare al meglio le esigenze religiose di allora. E’ soltanto (documentazione certa) nel 14 Novembre 1914 che si rese indipendente dalla chiesa del Castello.

 

Oggi ha perso, al suo interno, tutte le linee originali, perché è stato rifatto il pavimento, sono stati rimossi i 6 altari laterali, sostituito l’altare maggiore ed il tabernacolo, demolite le massicce colonne e le volte con la risultante di una maggiore e necessaria funzionalità, ma con la perdita di un po’ di armonia.  

Musei e Chiese

Nel territorio di Montelibretti si trova una zona di interesse archeologico: Colle del Forno. Il nome secondo le ipotesi più attendibili, sembra essere derivato dalla presenza di forni per la cottura di laterizi. L’altura sulla quale sono state individuate le tombe è di 51 M; la zona si trova a 30 Km da Roma e 10 dal paese di Montelibretti, sulla Via Salaria in vista del Tevere. Nel Dicembre del 1970, mentre si procedeva ai lavori di sistemazione per i laboratori del C.N.R. (Centro Nazionale Ricerche), in località Colli del Forno di Montelibretti, si notarono tracce di scavi clandestini. Scavi successivi riportarono alla luce una vera e propria necropoli: città dei morti formata da molte tombe risalenti tra la fine del VII° sec. E la prima metà del VI° sec. a.C. Le tombe, quasi tutte scavate nel tufo e a forma di camera hanno portato a dedurre che siano di tipo etrusco. Molti corredi funebri gia trafugati prima degli scavi si trovano sparsi nei musei (Carro da guerra a Copenaghen). Altri materiali sono: ceramiche, lance, che si trovano nel museo di Magliano Sabina e Fara Sabina. L’area archeologica è accessibile al pubblico. Per visitarla contattare il C.N.R. al numero: 06/906721.  

 

CHIESE DISTRUTTE E DA VISITARE

SAN NICOLA: Chiesa parrocchiale del castello, fondata all’incirca nel 1500, data della sua consacrazione, il 15 Aprile 1735 fatta dal Vescovo Lorenzo Santorelli. La campana minore, datata 1506, del peso di 600 libbre ha le immagini di Gesù Crocifisso e della Madonna.

MADONNA DELLE VIGNE: per la strada che porta a Moricone, dove iniziano i vigneti fu fondata, nel 1400, una chiesa dedicata alla Madonna. Ora è distrutta.

MARIA DEL CAPO CROCE: poco fuori del centro abitato, aveva un affresco raffigurante la Madonna col Bambino, fu costriuta dagli Orsini.

S.GIULIANA FALCONIERI: lungo la strada consolare romana, Orazio Falconieri nel 1700 costruì una chiesa dedicata alla santa omonima: Giuliana Falconieri, sembra costruita sui ruderi di un altro edificio sacro dedicato a S. VALENTINO, prete martire. La chiesa è ancora esistente.

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Prodotti tipici e biologici

Il clima eccellente e le favorevoli caratteristiche del territorio consentono la produzione di ortaggi e vari tipi di frutta: ciliegie, pesche, albicocche, prugne in quantità elevate e di qualità superiore. La coltura più importante tuttavia è l’olivo, il quale produce olio di ottima qualità riconosciuto con marchio DOP, e che rappresenta una delle fonti di reddito più importante per i residenti.

Menù caratteristici riguardano le famose Fettuccine con sugo di frattaglie, Maccheroni all’uovo con punte di asparagi, Cicerchiole ai ceci, Fettuccine aju, oju persia e pummidoro, Tagliolini brodosi con i fagioli, Pizzafritte,  Cacchiarella, Ciammelle n’callate, salsicce di carne e fegato, panontella (pancetta arrostita che assaporerà il pane cotto nel forno a legna)  pollo con peperoni.

PRODOTTI BIOLOGICI

Per gli amanti del biologico l’Azienda “TRE COLLI”  Mette a disposizione una vasta scelta di prodotti che vanno dall’olio alle marmellate( Arancio, ciliegie, albicocche, prugne, pesche, pomodori, zucca, ecc.) ai sottoli ( zucchine, melanzane, ecc.) 

Gli eventi del territorio

APRILE: “Profumi d’Autore” Mostra Mercato di Piante rare, commestibili e da collezione
Mostra Mercato Artigianato e dei prodotti della Sabina; Sagra della “ pasta casareccia con i ficorilli”

GIUGNO/LUGLIO: Sapori di…Vini! Enogastronomia, Arte e Storia nei vicoli del Centro Storico

NOVEMBRE: SECONDA E TERZA Settimana: la “PANE, OLIO E…”, mostre e convegni dedicate all’Olio DOP della Sabina- Sagra del frittello col broccolo e della salsiccia sabinese”.

EVENTI RELIGIOSI

MAGGIO ( 9-10) Festa del patrono del centro storico (S. NICOLA). Caratteristica Fiera di  merci e bestiame.

MAGGIO– Festeggiamenti in onore della Madonna delle “schioppettate” con musica, balli e fuochi d’artificio.

OTTOBRE– II° Domenica. Festa della Beata Vergine del Carmine- Montelibretti Casali.
Sfilata caratteristica dove la Madonna viene accompagnata per le vie del paese da bande musicali e scoppi di petardi. Fiera artigianale e di merci varie. Degustazioni di prodotti locali.

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